domenica 31 dicembre 2023

Breve storia semplice.

 

Breve storia semplice.
 
Ho trovato questo ritratto, custodito in una piccola cornice, in una vecchia ammuffita valigia, che conteneva anche libri in francese, lettere, cartoline, vecchi libretti d'opera. Valigia appartenuta ad una signora amica di famiglia e vicina di casa, deceduta da tempo, trasmessa in dono a mia madre e che ha dormito in uno sgabuzzino nel sottoscala di casa mia per almeno vent'anni. 
 
Fino a questa primavera, quando ho fatto pulizia e l'ho aperta. Alcuni oggetti erano irrimediabilmente corrotti dal tempo. Ma questa foto era ancora freschissima, con questo sguardo sognante, i lineamenti perfetti, l'illuminazione hollywoodiana (il fotografo sapeva il fatto suo...). Ingrandendo moltissimo la foto, mi sono accorto che le ciglia e le sopracciglia sono state ritoccate a matita.
 
Una foto che avrei voluto fare io. 
 
L'ho messa su uno scaffale della biblioteca, in bella vista, e li rimarrà finchè ci sarò. Non so chi sia la ragazza ritratta, dalla dedica si deduce che il suo nome è Fiammetta, che era un'amica della signora, e che le aveva fatto questo regalo.
 
In calce la data, Novembre 1936.
 
 

 

martedì 12 dicembre 2023

You're missing the point. Sistemi di supporto per obiettivi per utilizzo in capanno.

 

 "You're missing the point", "mancare il punto" dicono gli anglosassoni.

Pratico piuttosto spesso fotografia da capanno, e ho deciso di mettere da parte la mia pigrizia e risolvere un annoso problema che riguarda l’utilizzo di grossi obiettivi. Come tutti, li utilizzo appoggiandoli su un classico beanbag, si punta il soggetto, si scatta la foto e così via. Punto quasi sempre lo stesso rametto o posatoio per alcuni minuti, prima di cambiare inquadratura. Ma tra uno scatto e l'altro, capita che ci si interrompa per prendere qualcosa, bere un sorso di caffè, e staccando la mano dalla fotocamera si perde il punto, missing the point appunto. Il tutto accompagnato da importante esecrazione. 

Occorre in pratica ogni volta riposizionare obiettivo/fotocamera, perdendo spesso scatti importanti.

Non ho inventato nulla, ho semplicemente applicato la soluzione adottata da altri, e nota ai più.

Con qualche piccola miglioria.

Mi sono costruito una base portante dotata di vite da 3/8 di pollice, cioè l'attacco universale per tutte le teste foto/video esistenti. 

Mi sono procurato due pezzi di marmo che già avevo, solidi, spessi e soprattutto pesanti, e li ho forati al centro con una punta da 10 mm praticando un foro cieco, profondo all’incirca la metà dello spessore del marmo. 


Dopodiché è bastato colare nel foro una colla bicomponente e “annegarci” dentro una vite da 3/8 di pollice, reperita in una vecchia ferramenta delle mie parti. Spesa complessiva 5 euro, forse, la colla bicomponente è quella che costa di più . Ho infine inserito un disco di cartone forato al centro allo scopo di aumentare il grip tra il marmo e la base della testa.


 

A questo punto basta avvitare la nostra testa a sfera (o qualsiasi altro tipo di testa, a sfera, basculante o video che sia), et voilà, il gioco è fatto. Più è grande e pesante è il basamento più la stabilità sarà assicurata.


 


 Qui vedete montato il 600 AFS VR, non proprio un peso piuma, con la D850. Naturalmente la testa a sfera deve essere adeguata, in questo caso la Benro B5.

 

Ultima nota: quando parlo di “capanno” intendo strutture fisse, tipo questa, 

 che deve disporre necessariamente di una superficie di appoggio, come una mensola o altra struttura portante robusta e adatta a sostenere carichi importanti, come si può vedere nella foto che segue.



Da ricordare infine che la soluzione adottata non si adatta ai capannini portatili, in quelli bisogna quasi obbligatoriamente utilizzare il treppiede.