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sabato 13 febbraio 2021

Nikon Z6II in capanno su soggetti "nervosi".

 

Una delle fortunate "conseguenze" in cui ci si imbatte quando si inizia a conoscere un nuovo strumento fotografico, sia esso obiettivo piuttosto che fotocamera, è la voglia irrefrenabile di metterlo alla prova laddove si sono sempre avuti buoni risultati con la vecchia attrezzatura, per vedere se si riesce a fare di meglio.

Almeno per me, è così. E quindi in questi ultimi due mesi sono uscito dalla mia "comfort zone", fatta di DSRL come D500 e D850, che mi hanno sempre dato sicurezza e costanza di risultati, e ho fotografato quasi esclusivamente con la nuova Z6II, una novità per me assoluta. 

E' dunque con una certa trepidazione che mi sono appostato per tante ore nel mio piccolo rifugio fatto di attesa, freddo e compagnia di tanti piccoli amici.

I miei due teleobiettivi utilizzati per queste prove, ho utilizzato prevalentemente il 300 mm e occasionalmente il 500mm f/4 E FL ED VR, eccoli qui montati sulla Z6II:






 

 

 

 

 




 

 

 

 

 

 

Come impostazione di messa a fuoco sono andato sul sicuro settando l'autofocus sul classico "Dynamic Area AF" e ho riscontrato (come mi aspettavo) una grande costanza dei risultati nella messa a fuoco.

 

Iniziamo con un Picchio muratore, soggetto comune ma non esattamente "comodo" da fotografare, fa diverse passate in un'ora, ma tra arrivo, prendere un semino e ripartenza passano solo due secondi:

Siamo a 300 mm. per 1/1600 sec., a F/6,3, ISO 2500.

La prima grande comodità che si riscontra è, ovviamente, la totale assenza di rumore di scatto, in caso di ripresa di soggetti selvatici e/o diffidenti questo è un vantaggio impagabile. All'inizio ho usato questa modalità di scatto silenzioso, poi sono passato alla modalità normale, in cui si ode un "click" molto molto sommesso e che non crea nessun fastidio ai soggetti, laddove il suono dell'otturatore di una reflex, nel silenzio assoluto, risuonerebbe come una "fucilata". Attualmente scatto in questo modo, ma solo per appagare il mio orecchio. In queste situazioni è come scattare in silenzioso, in caso di distanze molto ma molto ravvicinate e con altri animali (ungulati ad esempio, più diffidenti), preferibile il "silent photography".

Proseguiamo con un incontro ravvicinato tra una Cincia bigia e una Cinciallegra:


 F/7,1, 1/1000 sec. e 2000 ISO.

 Andiamo avanti con una Cincia bigia, comunissima anch'essa:

Sempre con il 300 mm, ma stavolta a 9000 ISO, f/8 1/3200 sec.

Per cercare un po' di dinamismo con cielo coperto e nevicata in corso bisogna salire con la sensibilità, ma ho anche chiuso parecchio il diaframma per avere più profondità di campo. Metto un ritaglio al 100% di una zona fuori del campo di messa a fuoco per gli amanti del pixel-peeping:


tenete presente che siamo a 9000 ISO.

Il tempo di prendere una tazza di thè caldo ed ecco riapparire il Picchio muratore:

F/8, 1/3200 sec.,12800 ISO.

 

In seguito, venendo ancora meno la luce, mi sono divertito a salire a dismisura con gli ISO, tanto per giocare e vedere cosa saltava fuori:
 
11400 Iso:

 
  25600 Iso:


 25600 ISO, f/9, 1/2500 sec.

trovo interessante come un certo livello di dettaglio sia sempre mantenuto dal sensore, come si evince dal particolare che segue:

dove si distinguono chiaramente le gocce di bagnato sul capino della Cincia.

Altri esempi a 25600 Iso:



Tornando a sensibilità più umane...
 
2500 ISO
 
 
 

 

ISO 800


 

                                                      ISO 500

 

Veniamo adesso al 500/4, utilizzato in una giornata con bella luce, anche se all'inizio la scena era un poco in ombra (soggetti ovviamente più distanti):


                                      f/8, 1/1800 sec., iso 4000.

 




Ottica favorita in tantissime occasioni, non troppo lungo, non troppo corto, non troppo pesante, trasportabilissimo anche in escursioni in montagna purchè non troppo lunghe o impegnative.
 

 f/8, 1/2500 sec., iso 4000.
 

Ho provato anche con quest'altra configurazione di autofocus, e cioè Auto-Area AF (animal), ma in questa modalità, oltre alla confusione dei quadrati rossi che si spostano velocemente in campo sono stati molti gli errori di messa a fuoco. Bocciato al momento ma mi riprometto di testarlo con più calma, su soggetti in volo e più lenti e prevedibili.


 
Solo luci e niente ombre? Naturalmente no,  una cosa la devo segnalare: l'autofocus, in certe situazioni ancora in fase di approfondimento da parte mia, non  così performante.
Intendiamoci: centinaia di scatti consecutivi e tutti a fuoco sono lo standard nelle prestazioni di questa ml, ma lasciatemi spiegare con un esempio: sto fotografando scene come questa
 
 se ad un certo punto decido di spostare la messa a fuoco sull'albero dietro (molto più luminoso della scena che sto riprendendo), la macchina reagisce come mi aspetto molto velocemente:
 ma quando decido di ritornare al primo piano precedente, (più scuro dello sfondo), in alcuni casi l'autofocus va in "freeze" e sono necessari alcuni tentativi prima che riagganci il fuoco correttamente.


 

La conclusione alla quale sono arrivato è che, fatta la tara al fatto che sto utilizzando un'ottica con attacco F e non Z, previo adattatore (fatto che potrebbe rallentare di suo la velocità dell'AF), molto probabilmente quando abbiamo soggetto su sfondo molto chiaro e confuso, ci possono essere problemi. Ho riscontrato questo fatto più volte, non è una tragedia ma potrebbe creare problemi in determinate situazioni. Continuo a studiare questo comportamento, in altri contesti e su sfondi diversi.

Un'ultima postilla riguardante una mia prova di alcune ore con una combinazione ancora non sperimentata, 70/200 2,8 FL, TC14EIII, FTZ.
Scelta motivata dalla necessità di variare rapidamente il campo inquadrato, cosa possibile con lo zoom, allungato all'occorrenza con l'1.4x.

             70-200 FL a 165 mm, TC14EIII, f/6,3, 1/2000 sec. iso 1600

Particolare:
 

 
 
 Concludendo:

PRO: silenziosità, leggerezza, compattezza, autonomia (specie con il battery pack dedicato), solito ottimo menù à la Nikon, tenuta alti ISO, raffica.

CONTRO: problemi dell'AF (con ottiche attacco F), in presenza di sfondi molto luminosi. Necessita di battery pack (MB-N11), se si vuole maggiore autonomia ma soprattutto se si brandiscono teleobiettivi impegnativi, o se si ricorre spesso all'inquadratura verticale.

Sono pochissime informazioni queste, ma in tempi di lockdown diviene difficile trovare le occasioni per spremere a fondo la propria attrezzatura. Non mancheranno altre prove  e necessari approfondimenti in un prossimo futuro.
Posso solo affermare che sono molto esigente in termini di qualità e di affidabilità delle mie attrezzature fotografiche, perchè pur non essendo un professionista, non tollero di essere "piantato sul più bello", ebbene questa mirrorless mi sta convincendo parecchio e se penso agli amplissimi margini di miglioramento di questa tecnologia, possiamo solo aspettarci rose e fiori nel futuro di Nikon.
 
 



mercoledì 18 novembre 2020

Nikon Z6II: inizio di una nuova avventura.

La Z6II è finalmente arrivata, aperta con trepidazione la scatola nera in pochi minuti ho familiarizzato con le funzioni base senza bisogno di consultare i manuali, che comunque leggerò mano a mano che procedo con l'utilizzo della fotocamera.


Scrivere una recensione personale è sempre una cosa molto seria, che va fatta dopo molti mesi di uso dello strumento, quello che vi fornisco al momento sono brevi esperienze d'uso, dei piccoli "highlights", incentrati sui miei generi fotografici.


Alcune foto scattate in casa con il 105 1.4E, mentre familiarizzo con i comandi:
Messa a fuoco velocissima, anche via FTZ non avverto ritardi.

                                           1/10 sec.  f/1.4, ISO 140

     

                                                 1/10, f/1.4, ISO180

 

Una delle primissime foto scattate, un collaborativo Picchio muratore, jpeg nativo, solo ridimensionata, NR impostato su OFF, 12500 ISO.


Nikon Z6 II, AF dinamico, Nikon AF-S 500mm f/4 E FL ED VR, FTZ, 1/2500 f/6.3, ISO 12500, treppiede; siamo lì come distanza, intorno a quei tre metri e mezzo.


 

Nikon Z6 II, AF dinamico, sempre il Nikon 500mm f/4 E FL, FTZ, 1/1250 f/4.0, ISO 2000, treppiede. L'aggancio al soggetto è ottimo e molto veloce, anche in presenza di molti rami e nonostante lo sfondo molto confuso. Giornata molto nuvolosa. File jpeg on-camera. Leggero crop compositivo.


 

 Nikon Z6 II, AF dinamico, Nikon AF-S 500mm f/4 E FL ED VR, FTZ, 1/2500 f/5,6, ISO 11400, treppiede, anche qui jpeg nativo.


Impagabile poter scattare nel silenzio assoluto utilizzando la funzione "scatto silenzioso", sebbene a volte inserisca lo scatto "normale", che risulta comunque molto attutito in assenza di ribaltamento dello specchio, ma sempre piacevole all'orecchio.


Niente prove su BIF (Birds In Flight), il lockdown impedisce di recarsi lungo il fiume Stura, mio luogo preferito per questa pratica, e quindi dovrò pazientare. Potrei provare con i colombi o le cornacchie dal balcone di casa, ma la popolazione è davvero scarsa...


...continua...  

venerdì 28 dicembre 2018

Nikkor 28 mm f/1.4 AFS E G N ASPH. Seconda parte.


 Eccoci qui con la seconda e ultima parte:

Nitidezza: esemplare già a f/1,4. Soprattutto al centro, ai bordi decresce un poco.
Anche qui, prove condotte con la Nikon D850, su treppiede.

AL CENTRO: DI SEGUITO PUBBLICO SOLO I CROP, FINO A F/11
f/1,4


f/2

f/2,8

f/4

f5,6

f/8

f/11

NITIDEZZA AI BORDI:
Per non appesantirvi troppo metto solo i primi quattro diaframmi...

 f/1,4


f/2 

f/2,8





 f/4

Ai bordi a f1,4 un piccolo calo di nitidezza (attenzione stiamo parlando di dettagli...), e un po' di aberrazione cromatica, facilmente eliminabile con un click in ACR o LR.

Vignettatura: presente a f1,4, ma non così invadente, per poi ridursi gradualmente fino a scomparire a f/4.

Uno scatto a f/1,4...


uno a f/2...vignettatura già ridotta..


 uno a f/2,8...vignettatura già ridotta..


e infine uno a f/4...praticamente scomparsa...


Distorsione:

A breve distanza:
ISO 64, 1/50 sec., tutta apertura.



Distorsione presente, ma non fastidiosa, anche qui nulla che non si possa risolvere facilmente con software di sviluppo.

ISO 800, 1/30 sec., f/8, mano libera.

 Lo sfocato:
 Semplicemente meraviglioso per questa tipologia di focale:


Di notte, ISO 10000, 1/160 sec., f/1,4. Da distanza ravvicinatissima, a mano libera.



e poi con messa a fuoco in primissimo piano sulla cancellata:

 ISO 10000, 1/160 sec., f/1,4  a mano libera.


ISO 640, 1/125 sec., f/1,4  a mano libera.

particolare dei punti luce fuori fuoco..



In controluce: 

un paio di scatti tanto per gradire:


In entrambi i casi, D850, ISO 64, f/8. 1/400 sec. la prima foto, 1/640 la seconda, mano libera.


Una carrellata finale di foto:


D850, ISO 64, 1/30 sec., f/2, treppiede. 


 D850, ISO 800, 1/160 sec., f/1,4, mano libera, modalità live-view scatto silenzioso


D850, ISO 800, 1/200 sec., f/1,4, mano libera, modalità live-view scatto silenzioso


 D850, ISO 4000, 1/125 sec., f/1,4, mano libera
 


D850, ISO 800, 1/120 sec., f/1,4, mano libera, modalità live-view scatto silenzioso

un ritaglio...



Le mie Conclusioni:

PRO:
  • è una lente eccellente dal punto di vista ottico.
  • ben costruito, con guarnizioni a tenuta di polvere.
  • sfocato e bokeh dolcissimi, per un grandangolare.
  • nitidezza, tanta, a tutti i diaframmi.
  • tutto sommato non troppo grande per essere una prime lens.
  • nemmeno troppo pesante.
  • passo filtri da 77 mm.
  • nato per essere usato a tutta apertura, in qualunque situazione, non vi deluderà mai.
CONTRO:
  • costoso, molto. Forse è l'unico "difetto" vero che posso trovare.
  • vignetta a 1,4 ( ma io non lo considero un problema, non l'ho mai considerato nelle lenti che ho posseduto e che uso adesso).
  • un pelo di nitidezza in meno a tutta apertura (!!!), ai margini del frame ( a voler trovare il pelo nell'uovo).
NE' PRO NE' CONTRO:
  • E' FATTO (anche) DI PLASTICA...E ALLORA????
Ora, questa faccenda delle plastiche mi ha un poco stufato, leggo spesso commenti di fotoamatori che si lamentano perchè una simile lente, ma anche altre, soprattutto Nikon, è costruita con materiali plastici. Ora, il mio pensiero in  breve è che oggi con la plastica si fa e si può fare tutto.
Non sono a prescindere contro questo materiale anche se sentire il metallo in mano mi dà una certa sensazione di affidabilità e robustezza di insieme.
Però a me (come tutti) interessa che un obiettivo mi restituisca immagini nitide, brillanti, contrastate, senza troppe aberrazioni. Se non è fatto di titanio, grafene oppure...... lega Z...me ne faccio una ragione...


Infine:

Questo obiettivo, strepitoso, dovrebbe essere confrontato con mostri similari, come lo Zeiss Otus, oppure il Leica M, ma senza andare su stemmi blasonati, oggi il Sigma Art 28 mm pari luminosità promette autentiche meraviglie, e non solo dal punto di vista del prezzo. Anche se non posso al momento condurre simili test, sono convinto che il Nikon ne uscirebbe molto, ma molto bene, contro avversari che costano almeno il doppio, a parte il Sigma che avrebbe dalla sua anche il costo più abbordabile, il vero nemico del nostro.

Concludendo, ringrazio tutti per la pazienza se siete arrivati fin qui a leggere.