martedì 13 settembre 2016

La Reunion


Mancava l'Oceano Indiano...
Seychelles? Mauritius? Maldive?
Oppure la parte a est, verso l'Indonesia?
No, nulla di tutto questo, la scelta è caduta su una destinazione meno conosciuta, ma assolutamente intrigante.
Un'isola francese a poca distanza dal Madagascar, l'isola de La Réunion.
Ricca, anzi ricchissima di natura lussureggiante, di cascate immerse nel verde...






Montagne e foreste impenetrabili...

Le nubi nascondono le montagne...si vede solo foresta.

E vegetazione rigogliosa...



Pianure di sabbie vulcaniche dove tornano alla memoria le scene della saga di Mad Max...





... e dove la Vita riesce ad attecchire grazie alle piogge monsoniche...






E un vulcano, il Piton de La Fournaisse, tutt'ora attivo... che non si può solo osservare nella sua interezza dal belvedere di Pas de Bellecombe (2354 metri)...



ma sul quale si può arrivare con una camminata non particolarmente impegnativa (5 ore andata e ritorno)...




 ...seguendo il percorso ben segnalato dai pallini bianchi...


 Se non fosse per qualche rado cespuglio verdissimo sembrerebbe di camminare su Marte...

 
Si arriva infine ad ammirare il panorama dal bordo del cratere...


Ridiscendendo a valle si incontrano paesaggi meno marziani e più bucolici...



Un'isola con spiagge bianche, quasi deserte...







e con onde e correnti sempre pericolose...

Un Oceano popolato di cetacei, di giocosi delfini..


Delfini al largo di St. Gilles Les Bains

...ma anche di squali, tanto che si verificano attacchi ai surfisti.

E le città? Ci sono, ci sono...

A cominciare dalla capitale St.Denis, dove diverse razze, lingue, religioni convivono pacificamente.






L'interno della Moschea di St. Denis, dove siamo stati invitati ad entrare dal custode, e dove ho potuto scattare tranquillamente poichè non c'era la preghiera in quel momento.




Il tempio Indu sorge alcune centinaia di metri più in là...


 Gli esempi di architettura creola non mancano...


...così come le antiche ville appartenute a ricchi mercanti e proprietari terrieri. Oggi o sono disabitate oppure ospitano uffici pubblici...



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Sulla costa ovest si trovano le spiagge più belle, e le cittadine più votate al turismo...



Si scarica il pesce dalla banchina del porto di St. Gilles Les Bains





Però man mano che si sale verso gli Hauts (gli altopiani) dell'interno, il paesaggio cambia...



Il paese di Cilaos, a 1200 metri, incastonato tra le montagne. Da qui partono le escursioni per il Piton de Neiges, la montagna più alta dell'isola.




Infine, con un cielo così, non potevo non fare alcuni scatti alla Via Lattea...




The Milky Way in the Indian Ocean.


Dedicherò un capitolo a parte sugli animaletti che ho avuto modo di osservare qui perchè la loro bellezza e la loro grazia meritano un'attenzione a parte...

Fotografie scattate con Nikon D810, D500, obiettivi 15/30 f2,8 Tamron, 24/70 f2,8 Nikon, 70/200 f2,8 Nikon.

martedì 2 agosto 2016

Predators ...Predazioni in natura ( foto documentative)

L'atto della predazione fa parte del grande procedere della vita animale.
Non è un atto crudele, è la Vita che scorre.
Il predatore insegue la vittima, a volte riesce a prenderla, tante altre volte no.
A volte però, è più semplice attendere che qualcun altro cacci la preda, per poi portargliela via. Ingegnoso, vero?

In questa occasione un airone cenerino ha appena "pizzicato" un'arvicola, ma un Nibbio bruno decide di portargliela via ( viste le distanze elevate, purtroppo la qualità delle foto è scarsa e me ne scuso con i lettori).












L'attacco non è andato a buon fine, l'airone in fretta e furia ha inghiottito il povero topolino e poi se ne è volato via.



Qui invece un Nibbio bruno (Milvus migrans), con negli artigli un'arvicola,




 ... inizia a mangiarsela durante il volo...


perchè ha paura che qualche altro predatore glielo porti via...

Come in questa scena, a ruoli invertiti, che ho avuto la fortuna di osservare da lontano, quelli che vedete sono ingrandimenti  della parte centrale della foto.

Una cornacchia ha nel becco un topo o forse un'arvicola, ma un rapace (sempre un Nibbio), lo tallona da presso...





Tutto proteso a portargli via quella preda....


L'inseguimento dura parecchi secondi, che paiono un'eternità...


Incessantemente inseguito dal rapace, la cornacchia si lascia sfuggire dal becco il mezzo topolino... è un attimo...


 Il Nibbio artiglia a mezz'aria la preda...


 E se ne va lasciando il contendente con un palmo di naso...anzi di becco....

Preciso che queste sono semplici foto documentative.

Questo vuol dire che non sono foto "preparate".
Non sono foto studiate a tavolino.
Non sono stati utilizzati richiami.
Non sono state utilizzate prede "preconfezionate", vive o morte, e messe lì a bella posta.

E allora che foto sono?
Bè, sono foto vere cioè raccontano fedelmente ciò che in natura succede ogni giorno, che mostrano scene realmente accadute. Il fotografo si è limitato a registrare ciò che accade.
E certamente sono dei ritagli della foto originale, perchè queste cose non ti capitano mai a 10 metri, no, ti capitano a 50, 100 metri, ecco perchè giriamo con dei cannoni spaventosi, perchè il bello succede sempre troppo lontano, in natura....e allora più si hanno millimetri di focale a disposizione meglio è, perchè qui mica siamo allo zoo dove uno fa le foto col cellulare, qui se uno vuole portare a casa qualche documento ( e non dico belle foto, ci mancherebbe) deve prima di tutto studiare per conoscere le abitudini delle specie che si appresta ad osservare, e poi deve imparare prima di tutto ad aspettare.


Queste immagini sono state tutte riprese nei mesi di giugno e luglio di quest'anno, nelle campagne e nelle zone umide della provincia di Cuneo.



martedì 26 luglio 2016

10000 visite...grazie.

Voglio semplicemente dirvi grazie, grazie a tutti voi che siete passati per queste pagine web leggendo e commentando.

Sono felice, nel mio piccolo, di regalarvi un attimo di riflessione e una piccola pausa, con una foto, un commento, un'osservazione.

Lo scopo di un blog è di essere letto.
Esso vuole solo trasmettere le emozioni di chi lo scrive, se io riesco a farvi provare anche solo una briciola delle sensazioni che ho provato io mentre facevo quelle foto, in quelle situazioni, allora ho raggiunto il mio scopo.
Se no, fatemelo sapere, e vedrò dove e in cosa sbaglio.

E' quello che voglio continuare a fare, regalandovi scatti...e pensieri.

Un caro saluto a tutti.





giovedì 7 luglio 2016

La Nikon D500 in situazioni di ripresa con luce scarsa (street serale e notturno)


Le riprese street con luce scarsa non sono il mio pane.

Ho voluto tuttavia provare la risposta del sensore  della Nikon D500 anche in questo tipo di ripresa.
Questo mio test d'uso è purtroppo viziato da una grave lacuna: nel mio corredo non esistono obiettivi in formato DX, quindi nulla si può affermare sulle rese ai bordi perchè...non ci sono. Dovete accontentarvi della porzione centrale.

Per la prima uscita ho utilizzato il Sigma Art 50 mm f/1,4, forse il più performante obiettivo "normale", al quale abbinare una fotocamera Nikon, oggi.

Non è un obiettivo DX, quindi l'angolo di ripresa è pari a quello di un 75 millimetri, un medio tele insomma.

Più adatto per il ritratto, ma stasera non faremo ritratti.

Ho scattato sempre a mano libera, con tempi di assoluta sicurezza, e quasi sempre a tutta apertura.


Iso 3200, 1/400 sec.  50 mm Sigma Art a f1,4.
Regolazioni eseguite in LR:
Nitidezza +40, riduzione disturbo Luminanza 20, contrasto +20, ombre +15.


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Iso 3200, 1/1250 sec.  50 mm Sigma Art a f1,4.
Regolazioni eseguite in LR:
Nitidezza +30, dettagli 50, riduzione disturbo Luminanza 40, contrasto +20, ombre +40.

Crop in basso a sinistra dove sebbene in zona oscura è perfettamente leggibile la scritta:



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Iso 3200, 1/400 sec.  50 mm Sigma Art a f1,4.
Regolazioni eseguite in LR: nessuna regolazione.

Crop:




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Iso 12800, 1/200 sec.  50 mm Sigma Art a f4.
Regolazioni eseguite in LR: nessuna regolazione.

 Crop:


dopo riduzione disturbo Luminanza 30:
Mi sembra un risultato eccezionale, soltanto con un po' di NR su LR/ACR il rumore si attenua di molto sacrificando solo un poco di dettaglio (davvero poco secondo me).
Ritengo i 12800 iso estremamente performanti per questo genere di riprese.

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Iso 3200, 1/400 sec.  50 mm Sigma Art a f1,4.
Conversione in bianconero eseguita in LR.



Per le mie prossime  uscite serali mi doterò di altri due obiettivi: il Nikon AFS G 24 mm f1,4 (su D500 con focale pari a 36 mm.), e lo zoom Nikkor 70/200 AFS VR II.
Alla prossima....

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E' una serata di nebbia fitta quella che mi accompagna fuori con la D500 e il 24 mm AFS G F1,4 per un giro di scatti notturni.
Qui la nebbia non c'è praticamente mai.
Motivo in più per provare la D500 anche in queste condizioni.


Iso 1600, 1/500 sec.  24 mm. f1,4 AFS-G a f1,4.


Iso 1600, 1/60 sec.  24 mm. f1,4 AFS-G a f1,4.


Iso 1600, 1/125 sec.  24 mm. f1,4 AFS-G a f1,4.

Iso 6400, 1/250 sec.  24 mm. f1,4 AFS-G a f1,4.