lunedì 29 aprile 2019

Passaggio a Mirrorless, sì o no?


Il messaggio che sta passando nel mondo della produzione di fotocamere è forte e chiaro: le Case costruttrici spingono ormai solo sul mirrorless, entro 5/6 anni le nostre reflex saranno obsolete, ed entro meno di dieci diverranno articoli di modernariato tecnologico, enormemente svalutate sul mercato dell'usato.
Questo non rappresenta però (ancora....) un buon motivo per gettarsi a braccia aperte nel nuovo mondo mirrorless, che sia Canon o Nikon, escludendo Sony perchè Sony sviluppa da anni il proprio sistema, ed oramai conta su di una vasta platea di estimatori, rubati proprio ai due maggiori competitors.

Le considerazioni che seguono sono quelle di un fotografo-fotoamatore con la passione della naturalistica, che già è una condanna in termini di esborsi economici per dotarsi di un'attrezzatura performante, un semplice amatore che non ha tantissimissimo tempo da dedicare a questa pratica, che a volte si accontenta di una manciata di minuti, e che solo una o due volte l'anno riesce a ritagliarsi una breve vacanza per recarsi a fotografare nelle remote foreste del Nord oppure nelle selvagge savane africane.

Pochissimi giorni fa ho scattato queste foto:















Migliaia di files ogni giorno...per giorni.
Fotocamere, la D500 e la D850.
Ore di attesa per una manciata di secondi di foto...guai a mancare l'attimo, o sei fritto.

Con una Z avrei avuto gli stessi risultati? Domanda destinata a rimanere senza risposta, ma qui sta il punto: DEVO INVESTIRE OGGI MIGLIAIA DI ALTRI EURO, PER ACCORGERMI CHE .....TOH...FACCIO LE STESSE FOTO, DUNQUE LE Z SONO ALL'ALTEZZA DELLE MIE REFLEX!!!
(lo stesso ragionamento varrebbe per Canon e tutti gli altri produttori).

Io non discuto che le Z (rimango in ambito Nikon), siano ottime macchine, e con obiettivi performanti, e riconosco l'indubbio vantaggio in termini di ingombri  e portabilità del sistema Z+ 24/70 f/4 S + 14/30 che adotterei su due piedi se solo tornassi a viaggiare per visitare capitali in mezzo mondo come facevo anni fa.
Ma fino a quando il sistema non sarà maturo, non farò nessun passaggio, quindi niente prima generazione Z, vedremo presto la seconda generazione, e chissà che una Z9/Z10 possano già fare al caso mio, ma adesso non vedo un solo motivo valido per passare al nuovo mondo del mirino elettronico.

Ognuno di voi trarrà le proprie conclusioni e farà le proprie scelte.

Io le mie le ho già fatte, da tempo. Importante è che oggi sono felice così.

p.s. poco tempo fa ho trascorso per puro caso alcuni giorni con due professionisti stranieri della fotonaturalistica, gente che di foto ci campa, e che ha vinto concorsi internazionali, e ragionavano allo stesso modo mio.


mercoledì 27 febbraio 2019

Bialowieza. L'Ultima Foresta


Wisent

La foresta di Białowieża occupa un’area di oltre 800 chilometri quadrati a confine tra Polonia e Bielorussia. Si tratta dell'ultima foresta vergine d'Europa, patrimonio dell'umanità. 
Ci sono andato questo inverno, unendomi a un gruppetto di appassionati naturalisti e fotografi, alla scoperta di quest'ultimo lembo di quella che oltre mille anni fa era la foresta che ricopriva l'intera Europa.

Nella foresta si contano più di 800 esemplari di bisonte europeo, il quale, dopo avere seriamente rischiato la totale estinzione, ha trovato qui un habitat ideale.


Bisonte ancora appisolato, il sole sta sorgendo. D850, 15/30 f/2,8 a 30 mm. 1/1000 sec., f/4,5, 800 ISO.

Il Re della foresta. D850, 70/200 f/2,8E FL VR, 1/400 sec., f/2,8, 500 ISO.

Le Querce, davvero e-n-o-r-m-i, sovrastano tutto con la loro possanza, la loro altezza vertiginosa. Alcune alte oltre trenta metri, alcune vecchie di oltre quattrocento anni, molte addirittura chiamate per nome (Grande Mamamuszi,
Re di Nieznanowo
).

Il Gigante della foresta. Quercia, D850, 15/30 f/2,8 1/800 sec., f/5,6, 1250 ISO.


Quando le dimensioni... contano.

La foresta si estende sul territorio della Polonia e della Bielorussia. Esiste un confine fisico che separa le due parti, costituito da un recinto metallico. Cosa che impedisce agli ungulati più grandi, come bisonti e cervi, di attraversare il confine. 
Mentre è stato osservato che linci volpi e lupi transitano tranquillamente da un parte all'altra, le popolazioni di ungulati non sono mai venute in contatto tra loro, almeno non in tempi recenti.


Il Bosco...il giorno non è ancora sorto.


Una Volpe sbuca dalla foresta. D500, 500 mm f/4E FL VR, 1/180 sec., f/4, 2000 ISO.


 Il Picchio cenerino fa le linguacce, D850, 500 mm f/4E FL VR, 1/160 sec., f/4, 100 ISO.


Veduta sul bosco di betulle, ingannando il tempo in attesa dell'Aquila. Nikon D500, 70/200 mm f/2,8E FL VR con TC14EIII, 1/60 sec., f/11, 100 ISO, treppiede.



Nei capanni delle aquile si entra e si esce col buio, 12 ore in capanno muovendosi pochissimo, parlando a voce bassissima se proprio necessario, muovendo poco o nulla la lente frontale degli obiettivi, usando lo scatto silenzioso. Le aquile erano davvero molto, molto diffidenti.
Sono stati necessari due giorni di osservazione, nel primo le Aquile sono rimaste lontanissime per tutto il tempo, senza mai avvicinarsi. Una sola coppia stanziale. Più un giovane, che però non si è mai approssimato.
Solo il secondo giorno un esemplare è atterrato vicino. Diffidentissimo, ha atteso diversi minuti prima di avvicinarsi al cibo, poi una volta tranquillizzato ha iniziato a strappare grossi brandelli di carne col becco.


 Aquila di mare affamata. Nikon D500, 70/200 mm f/2,8E FL VR con TC14EIII, 1/250 sec., f/6,3, 800 ISO, treppiede.



Dopodichè si porta via il cibo. Nikon D500, 70/200 mm f/2,8E FL VR con TC14EIII, 1/250 sec., f/6,3, 800 ISO, treppiede.

Ma nella foresta di Bialowieza non mancano anche i rapaci più piccoli, come poiane, astori e sparvieri.
L'Astore è un rapace che mi piace particolarmente, superbo, corpo affusolato ma potente,  grande quanto una poiana, con quell'occhio da demone color arancione acceso.

Mi osserva...sa perfettamente che sono nascosto qui...D850, 500 mm f/4E FL VR, 1/250 sec., f/5,6, 640 ISO.









Astore e Poiana si fronteggiano per il possesso del cibo. D850, 500 mm f/4E FL VR, 1/250 sec., f/6,3, 1600 ISO.

Lotta tra Poiane, fin troppo vicine. D500, 500 mm f/4E FL VR, 1/1500 sec., f/4, 640 ISO.

Non solo grossi rapaci, ma anche specie più piccole e "innocue" 😃.

Picchio Rosso mezzano. Dopo pochi minuti ha iniziato a nevicare, ma il Picchio se ne era già andato. D850, 500 mm f/4E FL VR, 1/250 sec., f/4, 250 ISO.


Il Mondo sottosopra. Verdone e Cinciallegra.



Maschio (a sinistra) e femmina di Picchio rosso maggiore.




La Foresta in un gelido mattino... D850, 70/200 mm f/2,8E FL VR a 70 mm., 1/6 sec., f/5,6, 64 ISO, treppiede.


...una lavatina nella neve...



Un grazie a Nicola Destefano e agli altri compagni di questa straordinaria avventura naturalistica e fotografica.












martedì 22 gennaio 2019

Il Picchio muratore, folletto evanescente...






Dì la verità, ti affascina, questo piccolissimo esserino.

Ti piace quel suo modo di comparire così, all'improvviso, un attimo prima non c'è nulla su quel tronco, su quella corteccia grattugiata e bucherellata, e l'attimo dopo eccolo lì, che ti guarda il furbetto.

E mentre il cuore ti si sobbalza in petto (eh, ti emozioni per poco), nell'infinitesimo intervallo di tempo in cui metti l'occhio al mirino della fotocamera, in quei due millisecondi in cui il tuo dito si appoggia al pulsante di scatto, lui è già sparito.

Perchè lui, di 25 grammi di peso, è un razzo, una saetta, un piccolo maledetto folletto che ti prende per i fondelli e che ti ride in faccia, alla faccia dei tuoi tentativi di fotografarlo.

Ora, siccome non sei ancora del tutto rinco, tutti gli anni bene o male ce la fai a riprenderlo, due o tre volte durante l'inverno, ma solo per quei due o tre scatti, circa un secondo in cui ti appare davanti. Il più delle volte, lo becchi più o meno così:



"Vai a c...."   "Mapporc...."   "Vaff...."   no no, niente parolacce su sto blog....


Oppure, il maledetto, è troppo lontano, ti vede il fetente, e come se ti vede, ma non si avvicina mica alla mangiatoia dove hai messo tanti buoni semini...


 ...e tu ti senti tanto novello Wile Coyote che cerca di acchiappare il Road Runner...

(foto presa dal web)

 Insomma, rispetto alle cince o ai fringuelli il rapporto è di 100 a 1, primo perchè ce ne sono davvero pochi (il tuo giardino è frequentato da una sola coppia), poi perchè gli altri uccelletti vanno e vengono in continuazione, lui fa solo 3/4 passate in un'ora, poi perchè nonstamaifermo ma per davvero, infine è tremendamente diffidente.
Tanto per farvi un'idea, passa quattro volte in un'ora, supponiamo, ebbene, ogni volta sta alla mangiatoia 4/5 secondi, tra andare e tornare, sono 25 secondi quando va bene ogni ora per cercare di fargli una stramaledetta foto...e ho detto tutto.

e adesso avete capito il perchè delle imprecazioni di cui sopra. I pazzi che come hanno questa passione hanno capito già da un pezzo.


       La foto non è girata, è lui che va proprio a testa in giù lungo i tronchi.


Allora lo riprendi mentre si fa i cavoli suoi, anche se fa freddo e nevica, e tu te ne stai lì come un povero stronzo nel capannino gelido mente il picchio muratore se ne infischia se tira una tormenta di neve che manco a Grande Inverno nel "Trono di Spade"...lui scava nel tronco marcio del vecchio ciliegio a tirarne fuori larve di cui va ghiotto.
 

            Nikon D3s, 300 mm f/4 AFS con 1,4x, 1/50 sec, f/8, ISO 250



 Questa poteva essere una buona foto, ma ci stavano troppi rami in mezzo tra te e lui, e beh, una gliela fai lo stesso mentre fa l'acrobata...

 Poi ogni tanto il signorino si concede per qualche ritratto decente , e allora ci dai dentro col pulsante di scatto, 10-20-300 foto perchènonsisamai...


 Nikon D7100, 500 mm f/4 AFS VR G,  1/500 sec, f/5, ISO 640






              Nikon D7100, 500 mm f/4 AFS VR G,  1/800 sec, f/4,5, ISO 2200




           Nikon D7100, 500 mm f/4 AFS VR G,  1/800 sec, f/6,3, ISO 2200




Nikon D500, 600 mm f/4 AFS VR G,  1/640 sec, f/5,6, ISO 1400

 Questa gliel'hai fatta domenica scorsa, la tieni perchè c'era una bella luce e poi perchè al momento è la meglio riuscita dell'anno appena incominciato, speriamo porti bene...











sabato 5 gennaio 2019

Iniziamo questo 2019....

...con una bella notizia...anche se in realtà risale al 2018.

La rivista della LIPU, Ali, ha pubblicato una mia foto di un falco cuculo. Ringrazio l'organizzazione nella persona del sig.Andrea Mazza che mi ha contattato per chiedermi di poter pubblicare la foto. 




 La foto così come pubblicata sulla rivista

La foto originale



GRAZIE!

venerdì 28 dicembre 2018

Nikkor 28 mm f/1.4 AFS E G N ASPH. Seconda parte.


 Eccoci qui con la seconda e ultima parte:

Nitidezza: esemplare già a f/1,4. Soprattutto al centro, ai bordi decresce un poco.
Anche qui, prove condotte con la Nikon D850, su treppiede.

AL CENTRO: DI SEGUITO PUBBLICO SOLO I CROP, FINO A F/11
f/1,4


f/2

f/2,8

f/4

f5,6

f/8

f/11

NITIDEZZA AI BORDI:
Per non appesantirvi troppo metto solo i primi quattro diaframmi...

 f/1,4


f/2 

f/2,8





 f/4

Ai bordi a f1,4 un piccolo calo di nitidezza (attenzione stiamo parlando di dettagli...), e un po' di aberrazione cromatica, facilmente eliminabile con un click in ACR o LR.

Vignettatura: presente a f1,4, ma non così invadente, per poi ridursi gradualmente fino a scomparire a f/4.

Uno scatto a f/1,4...


uno a f/2...vignettatura già ridotta..


 uno a f/2,8...vignettatura già ridotta..


e infine uno a f/4...praticamente scomparsa...


Distorsione:

A breve distanza:
ISO 64, 1/50 sec., tutta apertura.



Distorsione presente, ma non fastidiosa, anche qui nulla che non si possa risolvere facilmente con software di sviluppo.

ISO 800, 1/30 sec., f/8, mano libera.

 Lo sfocato:
 Semplicemente meraviglioso per questa tipologia di focale:


Di notte, ISO 10000, 1/160 sec., f/1,4. Da distanza ravvicinatissima, a mano libera.



e poi con messa a fuoco in primissimo piano sulla cancellata:

 ISO 10000, 1/160 sec., f/1,4  a mano libera.


ISO 640, 1/125 sec., f/1,4  a mano libera.

particolare dei punti luce fuori fuoco..



In controluce: 

un paio di scatti tanto per gradire:


In entrambi i casi, D850, ISO 64, f/8. 1/400 sec. la prima foto, 1/640 la seconda, mano libera.


Una carrellata finale di foto:


D850, ISO 64, 1/30 sec., f/2, treppiede. 


 D850, ISO 800, 1/160 sec., f/1,4, mano libera, modalità live-view scatto silenzioso


D850, ISO 800, 1/200 sec., f/1,4, mano libera, modalità live-view scatto silenzioso


 D850, ISO 4000, 1/125 sec., f/1,4, mano libera
 


D850, ISO 800, 1/120 sec., f/1,4, mano libera, modalità live-view scatto silenzioso

un ritaglio...



Le mie Conclusioni:

PRO:
  • è una lente eccellente dal punto di vista ottico.
  • ben costruito, con guarnizioni a tenuta di polvere.
  • sfocato e bokeh dolcissimi, per un grandangolare.
  • nitidezza, tanta, a tutti i diaframmi.
  • tutto sommato non troppo grande per essere una prime lens.
  • nemmeno troppo pesante.
  • passo filtri da 77 mm.
  • nato per essere usato a tutta apertura, in qualunque situazione, non vi deluderà mai.
CONTRO:
  • costoso, molto. Forse è l'unico "difetto" vero che posso trovare.
  • vignetta a 1,4 ( ma io non lo considero un problema, non l'ho mai considerato nelle lenti che ho posseduto e che uso adesso).
  • un pelo di nitidezza in meno a tutta apertura (!!!), ai margini del frame ( a voler trovare il pelo nell'uovo).
NE' PRO NE' CONTRO:
  • E' FATTO (anche) DI PLASTICA...E ALLORA????
Ora, questa faccenda delle plastiche mi ha un poco stufato, leggo spesso commenti di fotoamatori che si lamentano perchè una simile lente, ma anche altre, soprattutto Nikon, è costruita con materiali plastici. Ora, il mio pensiero in  breve è che oggi con la plastica si fa e si può fare tutto.
Non sono a prescindere contro questo materiale anche se sentire il metallo in mano mi dà una certa sensazione di affidabilità e robustezza di insieme.
Però a me (come tutti) interessa che un obiettivo mi restituisca immagini nitide, brillanti, contrastate, senza troppe aberrazioni. Se non è fatto di titanio, grafene oppure...... lega Z...me ne faccio una ragione...


Infine:

Questo obiettivo, strepitoso, dovrebbe essere confrontato con mostri similari, come lo Zeiss Otus, oppure il Leica M, ma senza andare su stemmi blasonati, oggi il Sigma Art 28 mm pari luminosità promette autentiche meraviglie, e non solo dal punto di vista del prezzo. Anche se non posso al momento condurre simili test, sono convinto che il Nikon ne uscirebbe molto, ma molto bene, contro avversari che costano almeno il doppio, a parte il Sigma che avrebbe dalla sua anche il costo più abbordabile, il vero nemico del nostro.

Concludendo, ringrazio tutti per la pazienza se siete arrivati fin qui a leggere.